Pallacanestro 2.015

E’ durato solo un anno l’esperimento di gestione esternalizzata del Pala Galassi. Il principale impianto sportivo cittadino, che nel tentativo di rilanciarsi anche sotto il profilo degli eventi culturali e di intrattenimento era stato affidato in concessione per 10 anni alla società “Octagon srl”, è tornato sotto la gestione diretta del Comune.

Il raggruppamento d’impresa di cui facevano parte Romagna Fiere, Pallacanestro 2.015 Forlì e, in quota minoritaria, Tigers Cesena, era risultato vincitore nel dialogo competitivo tra Amministrazione e privati, ma ha riconsegnato le chiavi del palasport e dell’annessa palestrina il 21 ottobre scorso. Lo ha fatto recedendo dalla sottoscrizione di un contratto che, dal momento in cui la gestione era stata affidata (esattamente l’1 ottobre 2019), non era in realtà mai stato stipulato tra le parti. Per mesi, infatti, si era venuta a creare una discrepanza di vedute e di “letture” degli atti che aveva indotto “Octagon srl” a citare in giudizio davanti al Tar l’ente proprietario. Dopo l’udienza svoltasi il 30 settembre scorso, il Tribunale amministrativo regionale il 14 ottobre ha emesso la propria sentenza a favore del Comune e a quel punto la prima società di basket cittadina e la principale azienda forlivese di organizzazione di eventi fieristici, hanno detto stop.

Il contratto definitivo non è stato più firmato e conseguentemente annullato, l’impianto è stato riconsegnato anticipatamente e ora il Comune sta definendo l’accordo di transazione. Come spiega il responsabile del Servizio Contratti, Michele Pini, «il gestore non ha penali da pagare, anzi, stiamo calcolando il rimborso per le spese che ha sostenuto e che gli verrà riconosciuto: di certo non beneficerà del canone di concessione di 176mila euro annui che il Comune risparmierà». Somma che gli servirà, poiché adesso dovrà accollarsi in proprio gli interventi di miglioria e di sicurezza che sarebbero spettati ad “Ocatgon”.

«Il palazzetto è a norma, lo è dal 2016 quando furono fatti importanti lavori sugli impianti, ma da bando erano previste opere comunque necessarie di adeguamento sulla sicurezza – precisa il dirigente del Servizio Edifici pubblici, Gianluca Foca -. Le abbiamo già messe a bilancio: 103mila euro per l’efficentamento della centrale termica e 400mila sul 2021 per la sicurezza interna ed esterna. I lavori li faremo in estate, ultimata la stagione sportiva». In realtà servirebbe anche altro e il vicesindaco Daniele Mezzacapo lo riconosce e promette: «Studiamo un vero restyling del Pala Galassi con l’intervento sul riscaldamento, sul raffrescamento e sull’illuminazione, i cui impianti sono obsoleti. Vogliamo metterlo al centro di grandi eventi, sportivi e non, ed ora come referente per gli organizzatori ci sarà solo il Comune».

In previsione, però, un nuovo bando nell’autunno del 2021. «Riapriremo la procedura, la giunta si è insediata quando quella precedente era già chiusa – dichiara Mezzacapo – Credo che il palazzetto sia davvero appetibile per nuove figure che mostrino interesse». Nel frattempo, però? «Non ci sarà discontinuità, non vogliamo mettere in difficoltà la Pallacanestro 2.015 e, infatti, così non è perché lo sta usando alle tariffe agevolate di prima (49 euro all’ora e 22 euro orari la palestrina, 1.100 euro per la gara di campionato ndr.). L’Unieuro continui a considerare il Pala Galassi casa sua».

Comunque la si voglia leggere, si ritorna al punto di partenza. Prima il Pala Galassi era in gestione alla Fiera, poi nella primavera del 2016 il Comune lo riprese in carico per cercare di affidarlo attraverso un bando, ma fu l’inizio di un’Odissea: tre bandi in tre anni, tra quelli deserti e quelli annullati. Nel settembre 2019, la svolta nel dialogo competitivo che tra tre candidati vide emergere la futura “Octagon” con la Pallacanestro 2.015 al suo interno.

«Il ricorso contro di noi non era incentrato su criticità sostanziali anche se la società di gestione riteneva sottodimensionato il contributo comunale – spiega Daniele Mezzacapo -. Era basato su una diversità di vedute sui documenti necessari alla stipula del contratto. Si contestava l’adeguatezza dei nostri. Il Tar ci ha dato ragione e “Octagon” ha ritirato l’offerta, ma i rapporti sono rimasti armoniosi: credo che alla base del ricorso ci fosse la pandemia che non dava più al gestore prospettive di introiti».

(tratto dagli articoli pubblicati sul Corriere di Forlì del 19/11/2020 redatti da Enrico Pasini)

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