Cesena

Ali per volare o, parafrasando un famoso modo di dire, “troppe ali nel pollaio”? Guardando ai Tigers Cesena versione 2021-2022, la domanda che ci poniamo è questa e, come sempre, non abbiamo noi le risposte a giochi ancora tutti da fare perché queste le darà solo il lavoro di coach Davide Tassinari, unico superstite della rivoluzione bianconera.
Rivoluzione completa, verrebbe da definirla quasi un “repulisti” dopo la scorsa stagione nata con aspettative ben presto naufragate e rivelatasi, alla resa dei conti, l’annata più difficile e deludente della storia del club nato a Forlì e poi trasferitosi a Cesena. Una delusione appena mitigata dalla conquista dei play-off, risultato che non era affatto scontato a fine inverno, ma che resta tale e che ha indotto la dirigenza bianconera e la coppia Gabriele Foschi-Davide Tassinari, a cambiare 10 giocatori su 10.

Piazza pulita, insomma, per tracciare una riga e iniziare un percorso completamente nuovo: in società (con l’arrivo di un nuovo marketing targato Ferrara che ha un compito importantissimo nel riavvicinare Cesena e le sue imprese al basket), sotto il profilo tecnico e nei rapporti con le istituzioni e le realtà giovanili del territorio.
E in quest’ultimo aspetto i Tigers il risultato più importante (avere a disposizione strutture dedicate) lo ha già ottenuto. Meriterebbero un voto alto per questa ragione, ma di per sè non sono elementi che fanno classifica. O forse aiutano a farla anch’essi?

Vedremo… Per ora limitiamoci a dare uno sguardo alla rosa delle tigri partendo da un dovuto elogio non al coraggio dimostrato, ma alla coerenza tra pensiero e scelta. Cambiare tutto perché non si credeva che la squadra dello scorso anno avesse potenzialità importanti inespresse (per ragioni di lunga militanza e , quindi, ciclo finito, o per considerazioni tecniche) è stato un ragionamento legittimo. Giusto, quindi, azzerare e ripartire. Voto di partenza, pertanto, condizionato positivamente da questo assunto.

Però, poi, c’è la squadra che, lo diciamo subito, ha tanti margini interessanti, quante incognite. E’ tutta nuova, con giocatori conosciuti e altri assai meno e, quindi, è davvero complicatissimo giudicarla sulla carta. E non semplice è anche assemblare e dare un’identità a 10 elementi che in gran parte non si conoscono e giungono da percorsi diversissimi.
In un girone davvero d’acciaio come il Gruppo C, quanto vale realmente Cesena? Fatichiamo a dirlo, anche perché a coach Tassinari va dato tempo per creare un gruppo da 10 individualità e l’eliminazione al primo turno di Supercoppa per mano di Imola, corsara al Carisport, lo ha detto chiaramente. I Tigers sono comprensibilmente indietro, molto. I Tigers cresceranno, ma fino a che punto non lo sappiamo.

Ce lo dirà l’apertura delle loro ali… Perché torniamo all’incipit della nostra analisi, raramente abbiamo visto una rosa così piena di “3”, “2-3”, “3-4”, “4-5”. Ce ne sono tantissimi e come sempre questo è sinonimo in positivo di duttilità e versatilità e in negativo di sovrabbondanza nei ruoli.

I PUNTI DI FORZA

Squadra dal buon valore medio, livellatissima senza apparenti buchi, ma anche senza stelle? Forse, ma ci sono tre elementi che peseranno tantissimo. Facilissimo individuarli.
Il primo è Simon Anumba, gran colpo di mercato perché per una rosa (e lo spiegheremo meglio più sotto) senza centri puri, la sua capacità di mettere atletismo e intensità a tutto campo e di difendere con aggressività, sarà un cardine anche tattico per il gioco che Tassinari ha in mente.

Gli altri sono la coppia prelevata da Reggio Calabria: Giulio Mascherpa e Salvatore Genovese. Detto in maniera chiarissima: Cesena non sembra avere 85 punti nelle mani, ma a fare bottino dovranno pensare soprattutto loro due che a questo sono abituati. E Genovese è l’uomo degli ultimi tiri che la scorsa stagione (gol di Frassineti ad Alba a parte) è sempre mancato.

LA CHIAVE

Basta questo terzetto a fare dei Tigers una squadra da play-off in un girone così qualitativo? No e, infatti, tantissimo passerà dal cosiddetto cast di supporto e da due giocatori in particolare che segnaliamo come potenziali rivelazioni sia di Cesena, sia del campionato.
Il primo è il sassarese Ezio Gallizzi, classe 2000, regista di cui si dice un gran bene da annoi e che discretamente ha fatto a Montegranaro nel 2020-2021. Ora, però, l’asticella si alza anche per lui: il livello di competizione è superiore e quello delle aspettative anche. Se ha il fuoco dentro come pare, deve accenderlo.
Altra sorpresa potrebbe essere (e per i bianconeri è importante lo sia), Fabio Bugatti. Attenzione, non parliamo di un carneade, ma di un giocatore che ha sempre orbitato in area piemontese-lombarda e che solo all’apparenza (centimetri, ruolo e statistiche) potrebbe essere paragonato a Giacomo Dell’Agnello. In realtà le sue caratteristiche sono molto diverse, è più da uno contro uno fronte a canestro, ma può fornire lo stesso contributo di punti e rimbalzi. E’ sicuramente un ago della bilancia del campionato romagnolo.

L’INCOGNITA

Basta guardare la rosa e lo si capisce. Coach Tassinari punta tutto sull’essere tigri di fatto e non solo di nome. “Rumba Basket” con tanta aggressività sulla palla e non solo, intercambiabilità difensiva e offensiva, gioco arioso e transizione perché… non c’è un pivot di ruolo a parte Renè Ndour che, però, viene dalla C Gold della Virtus Siena e in B ha giocato, sempre coi toscani, una media di 10′ nel 2018-2019.
Il ruolo pè sulle spalle, larghe, di Obinna Nwokoye, una sorta di Clarence Kea del nuovo secolo? Cesena se lo augura, ma reggere un’intera stagione di small ball non è facile per nessuno. Per fare ciò che il tecnico dei romagnoli auspica, è necessario reggere l’urto a rimbalzo, non concedere secondi tiri, partire velocemente per sfruttare le caratteristiche dei singoli. Allora ecco che avere tante ali in quest’ottica ha un senso: fare massa, aiutarsi l’un l’altro per aiutare il gruppo, essere un insieme, anche difficilmente distinguibile nei ruoli per gli avversari.
Genovese, Anumba, il giovane Arnaut, Ndour, Bugatti, persino Gioele Moretti… tutti per uno e uno per tutti a presidio dell’area e a rimbalzo. Funzionerà? E’ la grande scommessa della stagione.

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