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RIMINI. Tre più tre fa A2? E’ questo l’auspicio, ma a dirla tutta l’obiettivo preciso, che ha mosso Rinascita Basket Rimini nel gettare le fondamenta della prossima stagione partendo da due pilastri: coach Massimo Bernardi e l’astro nascente Niccolò Moffa. Entrambi blindati con il rinnovo triennale dell’accordo, il primo messo anche alla guida tecnica di un settore giovanile che avrà in seno, nel presente e nel futuro, una costola importantissima come quella degli Angels Santarcangelo, il secondo sottratto abilmente a una possibile ondata di richieste dai club di serie superiore e posto al centro del progetto tecnico come simbolo di Rbr.

Un progetto, quello illustrato in conferenza stampa dall’amministratore delegato Paolo Carasso e dal direttore sportivo Davide Turci, che al momento comprende anche Francesco Bedetti, Tommaso Rinaldi ed Eugenio Rivali, tutti sotto contratto anche per la prossima stagione. Quella che Rimini dovrebbe disputare in serie B con probabile avvio (stando alla situazione attuale) da dicembre a porte aperte con Supercoppa novembrina tra tutte le squadre da giocarsi, quella sì, a porte chiuse.

Dovrebbe… perché mentre si lavora sul budget, che Carasso annuncia di volere aumentare rispetto a quello della passata stagione, si guarda anche a ciò che già adesso accade e nelle prossime settimane potrebbe succedere, in serie A2. «La stagione si è interrotta quando eravamo pronti a sognare assieme ai nostri tifosi e vogliamo costruire una squadra ambiziosa con il sogno dentro di riportare Rimini in A2 al più presto» afferma Turci, cui, però, segue immediatamente Carasso nel dichiarare: «Siamo ambiziosi, ma anche molto giudiziosi e finché ci sarò io non faremo mai il passo più lungo della gamba. E’ vero, però, che se si profilasse l’ipotesi di giocare già dal prossimo torneo in A2 e a porte aperte da subito, la società prenderà in considerazione questa opportunità. Le conferme di Massimo Bernardi e Niccolò Moffa sono da intendersi proprio in una doppia dimensione di categoria».

A2 sì, ma non attraverso un tuffo riminese nel mercato di titoli sportivi. «Ancora non sappiamo se esista un ranking per il posizionamento delle città in caso di posti vacanti, ma stiamo attenti e pronti se ci dovesse essere un’occasione. Dico già ora di no, però, all’ipotesi di acquistare un titolo di un altro club. A questo non ci stiamo. Se ci dovesse essere ripescaggio, bene, altrimenti la categoria proveremo a guadagnarcela sul campo per coronare il sogno di giocarla con 8 riminesi e due americani. Non è utopia».

Mentre si attendono sviluppi legati anche a Simoncelli, che Rbr tratterrebbe, ma che è legato contrattualmente a dove finirà il diritto sportivo di Chieti (che ha appena acquisito quello di A2 di Montegranaro), i tifosi biancorossi possono coccolarsi Moffa e Bernardi. Se il coach si dice «felice e onorato della fiducia concessa da una società che continua a guardare al futuro con idee e progetti chiari», la stella Moffa sarà il “simbolo” della Rimini di oggi e domani come affermano i dirigenti.

«Tutti i ragazzini che giocano o iniziano a giocare a basket, dovranno guardare a lui come esempio di chi ha saputo crescere e imporsi con il lavoro. Un simbolo anche di comportamento e di senso di responsabilità, un sogno che i giovanissimi devono coltivare dentro di loro» dichiarano in coro Carasso e Bernardi. Lui si dice pronto alla responsabilità che lo investe non solo sul parquet. «Però affrontala e vivila determinato e col sorriso» gli si rivolge coach Bernardi intravedendone l’improvviso rossore sulle gote.

Enrico Pasini

Maggio 23, 2020

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