Basket Piero Manetti

Situazione davvero difficile a Ravenna a causa del virus Sars-Cov-2 e dei provvedimenti assunti dall’Igiene Pubblica dell’Ausl dopo i primi due casi di positività diagnosticata tra i componenti del gruppo squadra giallorosso e le conseguenti verifiche attraverso tampone molecolare su tutti i componenti della rosa.

In seguito a questi controlli sono emerse, purtroppo, alcune altre positività, ma a fare la differenza, adesso, è anche un altro aspetto. Sulla base delle indagini epidemiologiche effettuate, l’Ausl ha emanato infatti un provvedimento con il quale impone non solo ai soggetti risultati positivi un periodo di isolamento domiciliare fino ad accertata negativizzazione (e la società lo aveva già disposto al momento dell’accertata positività), ma anche a tutti gli atleti risultati negativi, ma ritenuti contatti stretti dei casi positivi, un periodo di quarantena fiduciaria a casa.
L’isolamento ha durata 14 giorni dall’ultima esposizione e perciò è previsto fino al 27 novembre compreso. Martedì 24 novembre verrà effettuato un ulteriore tampone nasofaringeo e in caso di esito negativo, la quarantena potrà essere conclusa.
Questa è la situazione fotografata dalla nota ufficiale diffusa dalla società ieri pomeriggio, ma dopo il primo pensiero che va sempre e solo alle persone risultate positive, alle loro famiglie e agli altri atleti, membri dello staff e collaboratori sottoposti all’isolamento precauzionale, il secondo pensiero va alle conseguenze pratiche di questo quadro.
Se, infatti, per altri casi registrati anche in Romagna, l’Ausl non aveva disposto quarantene per il resto del gruppo, il quale ha potuto continuare regolarmente ad allenarsi, per Ravenna l’Azienda sanitaria ha disposto diversamente. Niente allenamenti sino a fine isolamento fiduciario. Situazione diversa anche da quanto era stato disposto per il Cesena calcio a quanto pare, perché le settimane scorse il club bianconero si era visto imporre la quarantena di gruppo, ma pur isolati in un albergo come fossero dentro una “bolla”, i giocatori avevano continuato ad allenarsi tra loro. Per i giallorossi, invece, niente sedute in palestra.
Ciò impatta sul campionato? Sì, in senso lato, ma sulle partite del calendario ancora non lo sappiamo. Grava un grande punto interrogativo come ha cercato a lungo di spiegare ieri sera il direttore generale Julio Trovato alla conferenza tra Lnp e club di A2.
Da un lato questa situazione avviene alla vigilia di una prima giornata in cui Ravenna comunque riposa, e il secondo turno previsto per il 25 novembre (trasferta a Scafati) è già stato fatto slittare in blocco al 17 febbraio. Però… l’esordio giallorosso è previsto per il 29 novembre, in casa e… nel derby contro Forlì! Che succederà visto che, in teoria, la squadra esce dalla quarantena due giorni prima appena?
Verrà disposto il rinvio stante un giorno solo di preparazione dopo oltre due settimane di fermo di gruppo? Possibile, ma attenzione perché nei protocolli-Covid in vigore, questa specifica casistica non è contemplata. E’ regolamentato il numero di giocatori positivi sulla base del quale chiedere un rinvio (consentiti 6 casi di positività in una lita di 14 giocatori, al settimo caso è rinvio), ma non lo è la fattispecie di un’Ausl che, pur con una presenza di “infettati” inferiore, dispone la quarantena per tutti e lo stop ad allenamenti o partite. Trovato lo ha fatto presente e in Lega non ha trovato risposte chiarificatrici, ma solo un generico «faremo presente».
Bisogna farlo presente, perché in pura teoria Ravenna dovrebbe giocare se due giorni prima del suo esordio nel derby avesse almeno 8 giocatori negativi su 14. Dovrebbe giocare se non più in quarantena, ma… aspetto che crea dubbi enormi: prevale l’Ausl o il protocollo? Prevale il senso pratico o il dato dei test? Se un isolamento di casi anche negativi disposto dall’Ausl, ricadesse nel giorno di una partita, sarebbe savraordinato rispetto ai protocolli federali che direbbero di giocarle? L’Ausl potrebbe dunque bloccare una partita anche con positività inferiori per numero a quelle che impongono il rinvio?
Succede ora, ma potrebbe accadere ancora e più volte in questa annata.
Insomma, come sempre tante domande, troppe, e pochissime risposte.
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