E’ un Natale da stringere forte in mano

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E’ un Natale da stringere forte in mano

Cos’ è indispensabile a un giocatore di pallacanestro? Le mani, naturalmente. Quando un giocatore è bravo si dice infatti che «ha buone mani». Già, le mani… Io ho le ho sempre avute piccolissime, mani da bambino, quelle che quando a una donna si chiede «qual è la prima cosa che guardi in un uomo?» – e lei nove volte su dieci risponde «le mani» – beh… mi tagliavano sempre fuori da ogni possibilità con loro.

Eppure… Quante cose ho fatto con queste mani! Se ci penso, non c’è nulla che non sia stato possibile fare attraverso di loro e con loro. Sin da quando, bambino, lo ero davvero.

Una delle prime cose che queste mani hanno fatto, ad esempio, è stata prendere una piccola pallina e infilarla dentro un cerchio. Guarda la vita… abbiamo iniziato tutti facendo un canestro! E poi con le mani ho capito come trattenerla quella pallina, ho accarezzato chi mi voleva bene, ho stretto la sua mano alla mia, ho iniziato a prendere un colore e a disegnare una mia emozione e poi a scriverla su un foglio di carta.

Foglio dopo foglio, le mani davano sempre più nitidezza a quei pensieri e crescendo ho cercato anche di lanciare una palla in alto, laddove vedevo riposte le mie speranze, le mie ambizioni, e scagliandola ho cercato di mirarle e… centrarle. Non sempre ci sono  riuscito, ma qualche canestro, nella mia vita di tutti i giorni, l’ho realizzato.

E allora, quanta gioia che ho provato quando le mie mani me lo hanno permesso e quanta felicità ho sentito nel tenderle a un amico, nel stringerle al collo di chi sedeva al mio fianco e si alzava per fare la stessa cosa al mio petto, nell’alzarle al cielo gridando dopo una vittoria che sognavo. A volte le ho anche sbattute su un muro o su un tavolo dalla rabbia, le ho strette a pugno dalla tensione, le ho posate sugli occhi dalla commozione o dall’incredulità. Non c’è cosa che le mie mani non abbiano fatto con me o emozione che con il sottoscritto non abbiano vissuto.

Vale lo stesso per voi, vero?

Sì, perché la mia piccola storia di uomo è la storia di tutti voi. E oggi sappiamo quanto manchino quei gesti che vorremmo tanto condividere non solo a parole. Proprio oggi, a Natale, ci mancano ancora di più. Però… questo Natale un regalo può farcelo, anzi ce lo fa ogni anno: ci offre il potere di fare tutto ciò che vogliamo con le nostre mani. Ci dona le mani.

Perché in loro c’è la nostra vita, c’è il nostro presente e c’è il futuro di cui possiamo, noi e solo noi, impossessarci. Le mani potranno sempre aprirsi per accogliere, tendersi per dare, chiudersi dopo avere ricevuto, gentilmente poggiarsi per sostenere. Sempre. Sono il regalo che abbiamo dal primo Natale della nostra vita, il dono più grande per il nostro domani.

Questo Natale, guardate bene le vostre mani e quelle di chi amate. Le scoprirete grandi. Molto più grandi di quanto appaiano. Le mie sono piccole? No, sono immense, perché raccontano, giorno dopo giorno, che i nostri limiti si possono sempre superare. E che le limitazioni che attualmente ci bloccano e le bloccano, non potranno mai impedire che un gesto, un loro semplice gesto, le rivitalizzi e faccia tornare la gioia in noi e negli altri. Il futuro è in buone mani. Le nostre.

BUON NATALE A TUTTI VOI!

Enrico Pasini
Enrico Pasini
Giornalista pubblicista scrive sul Corriere Romagna dal 1997 occupandosi anche di basket forlivese e romagnolo. Dal 1999 è telecronista delle partite della Fulgor, Fulgor Libertas e Pallacanestro 2.015. Ha condotto Panorama Basket per la prima volta nella primavera del 2013 e poi, stabilmente, dalla stagione 2015-2016

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