Forlì e Lega Nazionale Pallacanestro in coro: «Con il limite a 200 spettatori salta tutto»

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Forlì e Lega Nazionale Pallacanestro in coro: «Con il limite a 200 spettatori salta tutto»

Oggi, giovedì 8 ottobre, a margine della conferenza stampa di presentazione di Aristide Landi, il general manager della Pallacanestro 2.015 Forlì, Renato Pasquali, ha preso posizione forte e netta davanti alle ultime previsioni legislative che fermano a quota 200 gli spettatori ammissibili in un palasport a prescindere dalla sua capienza.

Pasquali ha detto testualmente: «Giocare davanti a 200 persone è uguale a farlo a porte chiuse, se il limite perdurasse la nostra posizione è non iniziare neppure il campionato, posticiparne l’avvio anche a costo, poi, di giocare due volte a settimana tutte le settimane. A queste condizioni, si dovesse comunque partire, stiamo valutando l’ipotesi di giocare al Villa Romiti il cui costo è decisamente inferiore a quello del Pala Galassi».

Se Forlì chiama, e idealmente con lei tante altre società, la Lega Nazionale Pallacanestro risponde e si accoda.

In una nota lunga del presidente Pietro Basciano (che qui riportiamo integralmente), il concetto è il medesimo: o si reintroduce un limite di pubblico calcolato sulla capienza dei palazzetti dello sport, e l’idea è il 25%, oppure si chiude e tanti saluti alla nuova stagione.

Ecco le sue parole:

A pochi giorni dall’inizio ufficiale della nostra stagione, è arrivato il momento di chiedere, anzi esigere chiarezza dalle Istituzioni chiamate a decidere le sorti del mondo dello sport. E, nello specifico, di quello che rappresentiamo come LNP, con le nostre 91 Società associate. A ridosso dalla prima palla a due vige uno stato di totale confusione, nel quale Regioni, Comuni e Questure si rimpallano responsabilità e poteri decisionali: fino all’assurdo di un nostro Club di Serie A2 cui è stata concessa agibilità per 200 spettatori quando nello stesso palasport, per un campionato di uno sport diverso, è stata concessa agibilità per 800. Questa disuguaglianza è inaccettabile.

In merito alla ventilata ipotesi dei 200 accessi consentiti alle gare da disputarsi in impianti al coperto, in valutazione nel prossimo DPCM, è a questo punto obbligatorio sottolineare come il rischio economico per i nostri Club, già gravoso, si trasformerebbe in insostenibile. Mettendo in forte discussione la prosecuzione dell’attività.

Non è chiaro a nessuno su quale base scientifica debba basarsi quel numero, che ha un significato se rapportato ad un impianto da 2000 posti, come è la capienza minima per la nostra Serie A2, oppure in uno da 400 come è per la Serie B. Per questo non si può prescindere da una valutazione della percentuale di pubblico cui consentire l’accesso alle gare. E quando parliamo di pubblico intendiamo di spettatori. Esclusa quindi la quota dei 120 pass stabiliti dal Protocollo FIP e che disciplina la presenza di squadre, arbitri, Forze dell’Ordine, sanitari, media, eccetera. Di questo il Comitato 4.0 sta parlando in queste ore con le Istituzioni. Questa quota va tolta dal Protocollo perché ciò di cui si parla, ed è aspetto fondamentale per i nostri Club, è quanto pubblico può affluire negli impianti.

Nessuno ha illustrato il rischio di contagio nell’avere 1000 spettatori in un impianto da 4000. O 500 in uno da 2000. Noi siamo certi che la percentuale del 25% sia quella corretta. Ovviamente, e tassativamente, nel rispetto delle disposizioni anti Covid-19, su misurazione della temperatura, distanziamento, mascherine e steward. I Club stanno investendo su questo e questi investimenti vanno rispettati.

LBA ha dimostrato, in occasione della Final Four di Supercoppa, come con l’organizzazione strutturata su numeri sostenibili la sicurezza del pubblico possa essere garantita. E lo stesso faremo noi, come LNP, in occasione della fase finale della nostra Supercoppa. Con la collaborazione di tutti, ad iniziare dagli spettatori che avranno massimo rispetto delle disposizioni pur di far vivere il desiderio di tornare. E mi appello anche all’applicazione di buon senso, per non essere quelli che “costringono” ma semmai proprio coloro che attraverso i Club stanno dedicando, in una fase di grande complessità, impegno e risorse economiche pur di poter tornare a vivere l’impegno sportivo. E farlo assieme ai propri appassionati, nella massima sicurezza.

Enrico Pasini
Enrico Pasini
Giornalista pubblicista scrive sul Corriere Romagna dal 1997 occupandosi anche di basket forlivese e romagnolo. Dal 1999 è telecronista delle partite della Fulgor, Fulgor Libertas e Pallacanestro 2.015. Ha condotto Panorama Basket per la prima volta nella primavera del 2013 e poi, stabilmente, dalla stagione 2015-2016

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