La Rinascita è completa: ora il codice 122 è patrimonio di tutta Rimini

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La Rinascita è completa: ora il codice 122 è patrimonio di tutta Rimini

RIMINI. Un ponte tra il 1947 e il 2020, una storia che continua e si rinnova ritrovando le sue radici e ripartendo da queste con nuovo slancio verso l’alto. Oggi la pallacanestro a Rimini festeggia perché le sue due anime si sono riabbracciate e riunificate.

A distanza di due anni dall’avvio del progetto Rinascita Basket Rimini, in una conferenza stampa organizzata al Flaminio, il presidente Paolo Maggioli e colui che per 18 anni ha tenuto le fila della palla a spicchi cittadina nella fase di maggiore difficoltà della stessa, si sono finalmente stretti la mano sancendo un accordo a suo modo storico. Sì, perché Luciano Capicchioni ha deciso di credere definitivamente e , come lui stesso ha dichiarato «nella solidità, nella serietà e nelle garanzie, non solo economiche», che la nuova realtà sorta dopo la drammatica retrocessione in C dei Crabs, forniva non solo alla sopravvivenza, ma al rilancio della città nel “basket che conta”. E per questo ha deciso di fare un passo indietro e di cedere il titolo che ancora deteneva in mano.

Tecnicamente si tratta dell’acquisizione, da parte di Rbr, del 100% delle quote di due società di Capicchioni che si aggiungono alle 12 già presenti nella “famiglia” di Maggioli e Paolo Carasso, ma l’operazione va letta in una sola direzione: Rbr acquisisce il titolo sportivo del Basket Rimini e, con questo, il Codice 122 di affiliazione federale. In pratica la palla a spicchi cittadina, sino a ieri divisa in due, torna una e una sola. Come la sua storia di società, di fatto mai fallita. Una delle pochissime in Italia.

Presto per abdicare al progetto Rinascita Basket. Il nome resterà, almeno per una stagione, ma come spiega Carasso «l’obiettivo finale è legare il codice alla prima squadra il prima possibile, tra un anno o due una volta adempiuto agli step definiti dalla Fip». E allora la società tornerà a chiamarsi solo Basket Rimini. Ora può.

E ora si può guardare ancor più in alto e a maggiore ragione. L’A2 subito? Solo se si palesasse l’opportunità di un ripescaggio, altrimenti Rimini cercherà di guadagnarsela sul parquet in una stagione che, probabilmente, vedrà accendersi il semaforo verde del campionato solo il 15 dicembre. Certo, i tifosi presenti alla conferenza stampa del Flaminio urlano già «Maggioli portaci in Europa!». Prematuro, però nell’aria non si respira solo la gioia per una lunga storia (mostrata in maxischermo) ricucita, ma anche fervore per quella ancora da scrivere.

D’altronde oggi è stato mosso un passo importante come dichiara il presidente. «Due anni fa l’obiettivo di ridare a Rimini una squadra e un titolo sportivo unici, era già nella nostra testa, ora l’abbiamo raggiunto e non ci poniamo limiti perché il nostro è il progetto di un’intera città». Quello a cui ora credono altri due imprenditori, il riccionese Andrea Mainetti e il santarcangiolese Luca Vici, freschi d’ingresso in una compagine che ha già abbondantemente superato le 300 quote, punta alle 400 e vanta oltre 80 soci. Carasso gongola perché «quando lasciai nel 2004 mi dissi che prima o poi sarei tornato e Rimini si sarebbe riunita», ma tutti lo fanno.

Capicchioni? Di sicuro anche lui, oggi, si è tolto un peso. Non dalla coscienza, però. «Non credo che con il senno del poi avrei dovuto fare subito l’accordo – afferma -. Due anni fa Rinascita, che è un nome che tuttora mi piace poco e al quale preferisco ora sostituire Basket Rimini, aveva 100 euro di capitale sociale e non dava le garanzie che oggi, invece, fornisce. Me le ha dimostrate con i fatti e io, dopo l’esperienza che ci portò quasi a fallire nel 2012, volevo prima verificare che il gruppo fosse ben strutturato. In questi anni il mio compito è stato difficile, forse non apprezzato né capito, però la mia intenzione era difendere la pallacanestro in città e ora dò a Rimini un gruppo di giovani con i cui Nas, Rinascita potrà negli anni sostenere l’attività del suo vivaio».

Insomma, il Codice 122 è di nuovo in mano alla città e “Lucky” che farà? «Seguirò il Basket Rimini dall’esterno, dopo 18 anni torno a fare il procuratore sportivo».

Enrico Pasini

 

Enrico Pasini
Enrico Pasini
Giornalista pubblicista scrive sul Corriere Romagna dal 1997 occupandosi anche di basket forlivese e romagnolo. Dal 1999 è telecronista delle partite della Fulgor, Fulgor Libertas e Pallacanestro 2.015. Ha condotto Panorama Basket per la prima volta nella primavera del 2013 e poi, stabilmente, dalla stagione 2015-2016

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