“Noi, i ragazzi del Logo di Coppa” Axel Babini ed Emilio Macchia raccontano il progetto scelto da Lnp

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“Noi, i ragazzi del Logo di Coppa” Axel Babini ed Emilio Macchia raccontano il progetto scelto da Lnp

«Volevo dare il senso della continuità tra la storia di Ravenna e il suo futuro, quella tra la cultura che la rende famosa nel mondo e lo sport che sempre più sta rappresentandola. Il tutto aggiungendo un po’ di dinamismo come la pallacanestro richiede e un impatta da grande evento qual è la Coppa Italia».

Descrive così la sua “creazione” Axel Babini, lo studente della 5ª C indirizzo Grafico del Liceo Artistico “Nervi Severini” di Ravenna autore del logo che in tutta Italia identificherà l’edizione 2020 delle Final Eight di Coppa Italia Lnp di serie A2 e serie B. Quelle che si svolgeranno proprio a Ravenna dal 6 all’8 marzo.

Il suo lavoro è stato quello più votato dagli appassionati di tutto il Paese sulle piattaforme social della Lega Nazionale Pallacanestro e, quindi, è diventato il logo ufficiale della manifestazione. Una grande soddisfazione per l’istituto scolastico e per Axel che dapprima ha passato una scrematura effettuata dal Basket Piero Manetti, il quale tra tutti i progetti degli studenti di 4ª C e 5ª C ne ha selezionati 8 come le formazioni che scenderanno in campo, poi ha “vinto” la seconda tappa rientrando tra i quattro disegni scelti da Lnp e, infine, ha trionfato alla prova del cosiddetto “giudizio popolare”.

Noi lo abbiamo rintracciato e ne abbiamo colto l’emozione. «Davvero non lo avrei mai immaginatoo e neppure di finire sui giornali e di essere intervistato. Anche perché assieme agli altri ragazzi abbiamo fatto tutto in pochissimo tempo: il lunedì mattina i nostri insegnanti ci hanno detto che avevamo questo progetto da realizzare e che per il sabato doveva essere anche finito».

Con molte prescrizioni da rispettare o dando pieno sfogo alla creatività? «Un po’ l’una e un po’ l’altra. Dovevamo usare assolutamente un simbolo di Ravenna e io ho scelto la Basilica di San Vitale perché in modo semplice avrei omaggiato quello che considero il monumento più rappresentativo di una città che ha un patrimonio inestimabil. Poi dovevamo mettere ben in vista il pallone da basket, il simbolo Lnp con il tricolore, il nome dello sponsore la dicitura della Coppa Italia usando determinati colori».

Sembra una “gabbia” un po’ ristretta dentro la quale sbizzarrirsi. «L’abbiamo fatto comunque. Dapprima ho scelto il monumento, poi ho effettuato ricerche sui loghi sportivi osservando anche quelli utilizzati in passato per le altre finali di Coppa Italia e ammetto che avevo le idee confuse. Poi dopo avere inserito San Vitale, mi si sono schiarite. Ho usato un contorno bianco e linee curve ed oblique per rendere il simbolo più dinamico e una sequenza di colori di colori che dal giallo all’arancione sino al rosso, per riprendere quelli di sponsor e città. Infine nella parte bassa ed esterna ho cercato di riprendere l’idea dello stemma di Ravenna».

Il risultato è sicuramente d’impatto come la spiegazione di Axel. «Ah, ma ho dovuto preparare in fretta anche una relazione. Quando si è arrivati alla scelta dei 4 loghi in votazione, mi hanno detto di fare un testo descrittivo che ho mandato la sera e il giorno dopo… scopro che aveva vinto il mio progetto. Ero felicissimo».

Axel, però, non viene esattamente dal mondo della pallacanestro e ha passioni e sogni che potrebbero condurlo lontano da questi lidi. «Il basket mi piace, ogni tanto la squadra vado a vederla, ma personalmente gioco a calcio a 5. Dopo il diploma cosa vorrei fare? Lavorare nel cinema che è la mia grande passione. Magari anche all’estero».

Axel è stato seguito assieme ai suoi compagni da due docenti: la professoressa Cinzia Valletta (sua insegnante) e il professore Emilio Macchia (che lo è stato sino allo scorso anno). Sono loro i coordinatori di tutta l’operazione e Macchia, professore anche all’Accademia di Belle Arti di Urbino e ad Architettura a Bologna, legami con la palla a spicchi, da tifoso vero, ne ha eccome. Ce lo dice lui stesso.

«Il nostro istituto è stato contattato direttamente dal Basket Piero Manetti per il quale, come Dipartimento Multimediale, la scorsa stagione realizzammo già un video che accompagnava i giocatori al loro ingresso in campo. In più abbiamo curato altri progetti e la mia gamiglia è sempre stata attivamente vicina alla società. Poco prima dell’assegnazione ufficiale delle finali di Coppa, il general manager Julio Trovato mi ha avvicinato dicendomi che se succedeva… dovevamo tenerci pronti. Mi ha fatto molto piacere anche perché dimostra la vicinanza della società alle realtà cittadine».

Quando da ufficiosa, l’assegnazione è diventata ufficiale, si è acceso il motore del Liceo Artistico “Nervi Severini”.

«Sì, ragazze e ragazzi di 4ª e 5ª si sono messi al lavoro e ognuno ha presentato una sua proposta da cui il club ne ha scelti otto. Devo dire che l’entusiasmo l’ho notato in tutti, anche perché nella scuola tanti sono tifosi dell’OraSì e noi coordinatori abbiamo solo dato il “La” guidandoli nella ricerca dei monumenti per elaborare il concept. Tutti hanno risposto in modo molto preciso alle direttive».

Ha vinto il progetto di Axel, «sicuramente la soluzione più efficace», ma bravi a tutti e specialmente agli altri tre finalisti. Li ricordiamo: Enrico Capozzi, Aurora Bagnolini e Sara Carli.

Enrico Pasini

Enrico Pasini
Enrico Pasini
Giornalista pubblicista scrive sul Corriere Romagna dal 1997 occupandosi anche di basket forlivese e romagnolo. Dal 1999 è telecronista delle partite della Fulgor, Fulgor Libertas e Pallacanestro 2.015. Ha condotto Panorama Basket per la prima volta nella primavera del 2013 e poi, stabilmente, dalla stagione 2015-2016

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