MADONNA DEL PONTE: ALLA SCOPERTA DELLA PATRONA DEL BASKET

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MADONNA DEL PONTE: ALLA SCOPERTA DELLA PATRONA DEL BASKET

Tradizione, devozione, cultura, storia, futuro. Tutto questo incarnato in un piccolo paese di collina sull’Appennino Tosco-Emiliano, racchiuso dentro un piccolo Santuario d’origine cinquecentesca realizzato sulle pendici di una parete rocciosa e tenuto vivo da un gruppo di grandi appassionati. Possibile? Sì, se il paese si chiama Porretta Terme, se gli appassionati sono Guglielmo “Bibi” Bernardi, Cesare Tosetti e tanti altri amanti di questo meraviglioso gioco riuniti nell’associazione “Amici del Basket Porretta” e se ciò di cui parliamo è il Santuario della Madonna del Ponte.
Qui sorge una Cappella, o per meglio dire un Sacrario. E’ stato voluto e allestito nel 1956 e da allora chiunque entrando può leggere sulla sommità una dicitura speciale: Sacrario del Cestista.
E’ di questo che vi abbiamo parlato a Panorama Basket. E’ di questo e non solo che vi abbiamo dato dettagliata informazione andandolo a visitare e realizzando assieme a Deris Ulivi un reportage video con intervista a “Bibi” Bernardi che avete avuto già modo di vedere sulla nostra pagina facebook e che qui vi riproponiamo. E’ questo ciò che adesso vogliamo raccontarvi con ancora maggiore precisione se vorrete leggere questa particolarissima e affascinante storia. La storia della Patrona della Pallacanestro italiana.
 
La Madonna del Ponte è un Santuario mariano, ubicato nel nuovo Comune di Alto Reno Terme (nato dalla fusione dei Comuni di Porretta Terme e di Granaglione), risalente alla seconda metà del Cinquecento, posto su una sponda del fiume Reno e che sembra incastonato nella roccia della montagna all’entrata di Porretta per chi proviene dalla Toscana. Il Santuario della Madonna del Ponte ospita al suo interno, dal 1956, il Sacrario ,simboleggiato da una rappresentazione scultorea di un giocatore di pallacanestro – realizzata con un bassorilievo di Cesare Vincenzi – su cui domina un pallone a spicchi ,mentre a latere campeggiano gli stemmi delle province emiliano – romagnole a testimonianza della dedizione religiosa delle squadre di basket dell’Emilia-Romagna.
Il Sacrario,fermamente voluto da Achille Baratti, Presidente della Federazione basket dell’Emilia-Romagna, fu inaugurato il 29 Luglio 1956 alla presenza delle massime autorità religiose, istituzionali e sportive,tra le quali Decio Scuri, Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, l’onorevole Giovanni Elkann, Mons. Augusto Smeraldi e il Sindaco di Porretta prof. Mazzocchi.
La cerimonia ebbe il suo clou rappresentativo con una staffetta di 60 tedofori, tra i quali i giocatori più rappresentativi delle squadre bolognesi di basket, che dal Santuario di San Luca portarono la lampada votiva fino al Sacrario del cestista di Porretta; l’ultimo tratto fu percorso da Carlo Negroni, capitano della Virtus
Minganti da Rino Dicera della Gira Preti e da Paolo Conti della Motomorini.
Insieme al Sacrario fu istituito a Porretta un centro residenziale della Federazione della pallacanestro femminile, che ha ospitato sino agli anni ’70 raduni di squadre di primario livello e corsi di aggiornamento per allenatori delle nazionali di basket, tra i quali Giancarlo Primo e Carmine “Nello” Paratore
Il 7 Luglio 1996 la Società sportiva Pallacanestro Porretta, all’epoca presieduta da Guglielmo Bernardi, promosse, sotto l’egida del Comitato Regionale della Federazione Italiana Pallacanestro, la celebrazione quarantennale dell’evento, ripetendo esattamente le stesse modalità cerimoniali. La cerimonia religiosa per il “quarantennale” fu officiata da Mons. Carlo Mazza.
Grazie a questi eventi la Madonna del Ponte è stata assai spesso identificata come la Patrona di tutti i cestisti italiani anche se, a dire il vero, non era mai intervenuta una vera e propria ufficializzazione in tal senso da parte dell’autorità ecclesiastica. E neppure, sino a poco tempo fa, della Fip.
La stampa sportiva, però, già all’atto dell’inaugurazione del “Sacrario del cestista” nel 1956, aveva espresso questo auspicio. La Madonna del Ponte poteva essere per il basket ciò che per il ciclismo è la Madonna del Ghisallo, ubicata nel Comune di Magreglio, provincia di Como. La “Gazzetta dello Sport” – con un articolo dedicato al Sacrario del cestista di Porretta, lo scrisse già il 25 luglio 1956 a firma di Erardo Mandrioli.
Da allora sono seguiti tanti altri articoli e prese di posizione in tal senso finché nell’agosto del 1999, l’avvocato Alessandro Albicini, nativo di Porretta, dopo aver assistito l’imprenditore italo-americano Pasquale Caputo nell’acquisizione dell’Olimpia Milano, cercò, con il sostegno di Guglielmo Bernardi, all’epoca assessore allo Sport del Comune e del Parroco di Porretta, Don Franco Govoni, di “trovare una strada” per vedere coronato da successo il proposito.
Un lungo percorso, ma furono talmente tanti i sostenitori nel mondo delle istituzioni, della Chiesa e dello Sport che in attuazione dei propositi espressi anche dal presidente Gianni Petrucci, il Consiglio Federale della Fip deliberava il 28 Marzo 2015 il formale patrocinio all’iniziativa. A completamento del relativo iter le competenti autorità ecclesiastiche riconoscevano la piena legittimità canonica di coltivare, presso la Madonna del Ponte di Porretta, il culto come Patrona del basket a livello nazionale.
E il Vaticano? Ancora non c’è la “canonizzazione”, ma il 24 Giugno 2015, in accoglimento della richiesta avanzata dal presidente Fip, Papa Francesco – che da bambino giocava a basket nel Vejo Gasometro di Buenos Aires – benediceva,nel corso dell’ Udienza generale in Piazza San Pietro, una fiaccola e una lampada votiva destinate ad essere accolte all’interno del Santuario della Madonna del Ponte; la fiaccola e la lampada venivano portate dinanzi al Santo Padre da Leonardo Morsiani, giovane cestista della società “Trottola” di Porretta, e da Stefano Tedeschi, presidente del Comitato Regionale Emilia-Romagna di Pallacanestro. L’auspicio è che la formalizzazione sia vicina.
Intanto La Lega basket consegnava nel Novembre 2015 tutte e 16 le maglie delle squadre di A-1 con l’autografo dei giocatori e la dedica alla “Patrona del basket” di Porretta affinchè venissero collocate nel Santuario dei cestisti;con la stessa destinazione finale venivano poi donate la maglia di Famila Schio, squadra campione d’Italia per il basket femminile e quella indossata da Pierluigi Marzorati, il giocatore con le maggiori presenze in Nazionale, ai campionati mondiali militari di Washington del 1973.
Ci sarebbe ancora tanto altro da raccontare… Per ora ci fermiamo qui perché vi chiediamo di rivedere il nostro reportage e di andare di persona a visitare il Santuario e Porretta Terme dove gli Amici del Basket ciclicamente organizzano tantissime iniziative di cultura e memoria cestistica.
Per chiudere ringrazio io tre persone di cuore a titolo personale: Deris Ulivi che ha sposato la mia “pazza idea” ed ha voluto realizzare con me un servizio video di straordinaria accuratezza e bellezza; Guglielmo Bernardi che ci ha spiegato tantissime cose che non travate neppure sui libri e il mio collega al Corriere Romagna, Luciano Zanardi, senza il quale, neppure io, avrei mai conosciuto questa bellissima storia.
Enrico Pasini
 Il link alla video intervista integrale è qui:
Enrico Pasini
Enrico Pasini
Giornalista pubblicista scrive sul Corriere Romagna dal 1997 occupandosi anche di basket forlivese e romagnolo. Dal 1999 è telecronista delle partite della Fulgor, Fulgor Libertas e Pallacanestro 2.015. Ha condotto Panorama Basket per la prima volta nella primavera del 2013 e poi, stabilmente, dalla stagione 2015-2016

2 Comments

  1. Giordano graziosi ha detto:

    Un articolo interessan te che fa bene a Porretta e a questo sport meraviglioso

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